EROS NELL'ANTICA GRECIA | |
LETTERATURA EROTICA di Claudio Cisco
06:14, 19.7.2009
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EROS E MORTE Eros e morte camminano insieme, l'uno a fianco dell'altro, dall'origine dell'universo sino all'eternità. Non può esistere il sesso senza l'incombente presenza della morte, e non si può morire per sempre se non si sparge prima su questa terra il seme dell'amore. Ogni essere umano comincia a morire da quando un orgasmo lo genera, e conserva nella memoria d'una lapide parte di quell'amore che non separa la vita dalla morte. Non c'è maga Circe capace di convincere Ulisse col dono dell'immortalità, e non esiste spada di Damocle sul punto di crollare che spaventi l'uomo perchè quest'ultimo, ostinato e vanitoso, innamorato di quel breve soffio che è la vita, è pronto a sfidare persino gli dei pur di amare e morire, respirando fino all'ultimo alito di vita, sfruttando anche l'ultima goccia di sangue che arrivi al cuore. Dinanzi a tanta meravigliosa presunzione di vitalità anche l'Onnipotente resterebbe senza parole. ![]() MADRE E FIGLIO Perchè sei così sporco, figlio mio? sembri il figlio di nessuno! Ho fatto l'amore per la prima volta, madre! con una grande signora. Perchè l'hai fatto, figlio mio? c'è il tempo giusto per ogni cosa. Volevo farlo, madre! non volevo avere rimpianti. Ma sei impazzito, figlio mio! hai imboccato una strada sbagliata. Forse sto sbagliando, madre! ma abbiamo sentito di farlo sulla terra e nel fango. Tu hai perso il senno della ragione, figlio mio! non ascolti più neanche tua madre. Io ti voglio ancora bene, madre! ma oggi ho scoperto di avere un'altra madre: è questa terra che stringo nelle mani, e l'aria che sto respirando, e la natura, il mondo, l'universo e tutto ciò che mi sta intorno. E quando mi sentirò triste e solo, mi arrotolerò con gioia nel fango, soffierò felice sulla polvere delle mie mani, bacerò i fiori dei campi e mi laverò la faccia con l'acqua dei ruscelli. Non ti capisco e non ti riconosco più, figlio mio! ma come parli? Io invece ora mi conosco bene, madre! parlo col linguaggio dell'amore! E darei tutto quel che ho pur di trasmetterti la felicità che ho dentro. IL MIO CORPO SUL TUO CORPO Il mio corpo sul tuo corpo si muove lentamente. Il mio corpo sul tuo corpo si dimena dolcemente. Voglio scoprire il tuo segreto, sprofondare nell'intima tua essenza fino a esplodere in te violentemente svuotando il mio liquido nel tuo nido inebriante. Ora che sono in te non puoi più nascondermi nulla, ho svelato il tuo mistero di donna, io ti possiedo, so tutto di te. Prepotente, sono entrato nella tua inesplorata caverna, e nei tuoi umidi anfratti sto scivolando. Sono io il tuo corpo. Sono io l'universo. BIANCANEVE Ragazzini eravamo forse bambini una decina circa non di più 8-10-13 anni al massimo queste le nostre età. 35 anni aveva lei se ben ricordo Biancaneve la chiamavamo noi, per cinque mila lire il pisellino ci toccava, per dieci lo succhiava. Infine per trenta mila l'amore faceva e sempre con uno per volta mai tutti assieme o più di uno. Com'era bella Biancaneve nostra! Com'era dolce e comprensiva! Come ci sapeva fare! Un dolce segreto era e nessuno di noi mai parlò. Per caso l'ho rivista dopo 30 anni e forse più appesantita, invecchiata, sfiorita, la nonna pareva di quella Biancaneve conosciuta allora ma un sussulto al cuore ho avuto lo stesso nel vederla: "Biancaneve!" d'istinto le ho detto senza volerlo, "Prego?" mi ha risposto stupita lei. LE TUE MANI Le tue mani morbide più della seta sfiorano con dolcezza il mio pene, lo accarezzano, lo stringono, lo muovono. Chiudo gli occhi mi concentro su quel delizioso piacere, sospiro piano, mi abbandono vinto, abbraccio l'estasi. Come un trovatello ragazzino stretto fra le tue mani, il mio membro si lascia andare, cresce sempre più nell'eccitante movimento d'un'altalena. Il cuore ora sembra scoppiarmi in petto, incontrollabile diviene il mio respiro, esplode come neve bianca il succo del mio piacere splendido dono per le tue sapienti mani. ![]() AMPLESSO I nostri corpi che si scontrano e si possiedono senza tregua. Pelle bollente, segnata, battuta, e il sangue che scorre dentro impazzito. Fluisco dentro di te come un'onda inarrestabile che mi porta a riva, e poi mi spinge di nuovo al largo. Scopro limiti che mi fai superare ancora prima che io me li ponga. Non resisto perchè non voglio resistere. Prima ti penetro la mente con la mente, poi il sesso con il sesso. Il tuo corpo apre la folle danza del piacere e il mio puntuale risponde. Penetro in te in profondità. E' come se io stesso entrassi in me, scavando tra emozioni e desideri che non conosco e scopro ogni volta come fosse la prima. Ti accarezzo come un soffio di vento e mi scuoto quando esplodo in te, quando godo nella parte più intima del tuo corpo, quando esce l'animale che ruggisce dentro di me. E in quei momenti, possiedo anche la parte più intima della tua anima. Ti faccio gemere, urlare, tremare, godere, venire. Per me tu sei sempre completamente nuda anche quando sei vestita, mai ho desiderato tanto conoscerti! possederti! amarti! ![]() TI POSSIEDO Ti guardo negli occhi e poi ti bacio tirandoti i capelli. Ti mordo forte la labbra, ti strattono, ti sgrido, infine ti faccio gemere. Stringo la tua carne fra le mie mani, ti spoglio fin dove voglio, ti costringo in tutto e per tutto. Ti colpisco forte e non smetto neppure quando mi supplichi, poi piego il tuo corpo sul tavolo e ti espongo, ti offro, ti apro. Ti insulto, ti faccio promettere l'impossibile, m'impongo e dispongo di te, ti infilo dietro qualsiasi cosa, la forzo sempre più dentro lasciandola lì come dolce tortura, ti ficco il mio sesso in bocca fino a non farti respirare. Poi ti alzo il volto e ti guardo, ti penetro col mio membro riempiendoti di me e di altro. Ignorando le tue lacrime ti sbatto violentemente, ti uso, ti possiedo. Non puoi più pensare ora e nemmeno agire. Finalmente ti ho dominata, mi appartieni, sei totalmente mia. LEGATO E' inquietante questa corda nera come l'atmosfera che respiro attraverso la benda. Mi preme sulla pelle e mentre imprime strani disegni su di essa sembra che il fuoco divoratore di cui è capace mi trasformi. In preda a questo vizio perverso che mi hai insegnato, non so difendermi nè voglio. Questa corda mi appartiene, i suoi fili intrecciati m'immobilizzano iniettando nei miei occhi sete di sfida. Le parti del mio corpo vibrano imprigionate in quella ragnatela di piacere, risalta inconfondibile il desiderio di abbandonarmi completamente a te. ![]() STRANE SENSAZIONI Strane sensazioni pervadono il corpo e la mente mi attraversano, mi riempiono, mi lacerano, mi annientano: la frusta, le corde, le catene tutto mi consuma. Attraversato, riempito, lacerato e infine annientato e poi ancora sconfitto, umiliato, usato in qualunque gesto, in ogni parte del corpo. Quale grande capacità possiedi! Quante infinite sensazioni mi regali! Che potente nettare di piacere mi offri! Strane sensazioni mi vincono fino a divenire un tutt'uno di orgasmi in una perfetta simbiosi. IL MIO IMPERO Sono entrato prepotentemente nella tua anima fortificata. Inesorabile ho abbattuto ogni tua difesa e conquistato la tua nuda terra. E ora senza nessuna clemenza, nessun mistero ciò che un tempo era soltanto tuo adesso è anche mio. Mi muovo espandendomi dentro te, come fuoco che brucia appare il mio pene forte quando divampa, umiliato quando si spegne. Ma anche tu sei crollata senza scampo, nel tuo fragile corpo ormai ho costruito il mio impero. Arrenditi a me! PAGLIACCIO BAMBINO Tu sensuale, invitante, carnale magica e perfetta nelle tue assurde follie di donna. Gemiti appena sussurrati, orgasmi urlati a squarciagola ma sei sempre tu, tu e soltanto tu dolce e glaciale, candida e perversa, lucente angelo meravigliosamente diabolico. Tu carne e cibo della mia mente, pericoloso rifugio per la mia anima, cavallone impazzito che travolge il mio mare di insicurezza. Sento di essere un uomo solo nell'istante in cui vengo in te, poi torno e resto per sempre pagliaccio bambino. ![]() LA FINE DELLA MAGIA Il mio respiro, il suo. Il mio battito, il suo. I respiri che si accordano ritmici, affannosi, incalzanti, ansimanti. Il cuore batte, batte, batte tutto il petto batte, pulsa in gola, pulsa nell'anima. I respiri assumo lo stesso ritmo, la stessa intensità, si uniscono, si esaltano. Un crescendo folle e continuo: vertigini, ronzii, la mente che ha lasciato ogni controllo. Le emozioni sono padrone dei corpi. Avvinghiarsi, rotolarsi, ubriacarsi, urlare. Secrezioni, sudore, saliva, odori intensi. Segnale della fine o è solo l'inizio? Silenzio... assaporando la fine della magia. ![]() SOLO UN ISTANTE Il cuore che scoppia, il respiro affannoso. Esplodo finalmente come unico rimedio per non impazzire di piacere ma è solo un istante! La mente si svuota, lentamente sento uscire poco a poco ciò che è di lei. Non sento più le mani, le gambe non so più chi e dove sono: odore, sudore, respiro non sento più nulla! non ho più un corpo, mi sfugge l'anima. E' solo un istante, poi mi sento leggero. Una piuma che lieve si culla tra le nuvole in un cielo immenso e mai si posa. Rientro di colpo nella realtà disteso sopra il suo corpo abbandonato: ho soltanto amato! FRA LE TUE COSCE Ora che mi ritrovo fra le tue cosce vorrei stare fermo per un istante: donna di terra e di acqua plasma la mia nella tua intensità! invadi anche la mia mente! prendi tutto del mio essere! Io cane fedele d'ogni tuo desiderio desisto nel non voler più il poeta in me in questa sera di stelle senza tempo, dove in una folle danza di erotismo si perde persino il mio gemito formica nella tua foresta di peli. Donna che mi ami senza amore, non è alba o tramonto, non è estate o inverno e non è nemmeno gioia o dolore: è un fiore che germoglierà tra le tue cosce donato insieme con te a questo mondo. ![]() NETTARE DI TE Col fuoco addosso umida tana non placa il rogo che di te s'avvampa. Dentro il tuo corpo su quel sentiero inseguo paradisi a luci spente. Nel tuo regno frugo l'oscuro cercando sensazioni oltre il tempo. Ti desidero in quel possederti gocce di sole vanno oltre il cielo. Esplorandoti oscuro tunnel dov'è racchiusa in te luce di stelle. Sabbie mobili affondano nel clitoride ma in quel cader mio non cerco scampo. Mappe d'estasi sul tuo mare disegnano le magie dell'infinito. Nettare di te raccolgo le gocce d'oscuri paradisi fra i cespugli. ![]() UN LAMPO NELL'OMBRA Donna completa, mela carnale, luna calda denso aroma d'alghe, fango e luce mischiati quale oscura chiarezza s'apre tra le tue colonne? Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi? Ahi! amare è un viaggio con acqua e con stelle, con aria soffocata e brusche tempeste di farina, amare è un combattimento di lampi fra due corpi da un solo miele sconfitti. Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito, i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi minuscoli villaggi, e il fuoco genitale trasformato in delizia corre per i sottili cammini del sangue, si precipita come un garofano notturno fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra. EROS D'ESTATE E siamo mari in tempesta venti che onde già portano in cielo, aliti ardenti che accendono di fiamma l'umida tua pelle. S'intrecciano le dita a catturar magie mentre sotto le stelle un vulcano si risveglia. Nudi vestiti d'amore, ci prendiamo, ci sentiamo annullandoci a vicenda. Il tempo dei sogni s'è assopito, ora pulsa la vita, l'amore! Ed il respiro, frenetico, corre sui ritmi dell'estate. CANTO DI DELIZIA La mia lingua sfiora la tua lingua, il mio sesso nel tuo sesso, il mio cuore nel tuo cuore, la mia vita nella tua. Anima sguarnita da ogni vincolo stretta a me in un desiderio sfrenato rincorre la perfetta incarnazione del godimento. Bagnato è il tuo corpo di linfa sacra dove riposa la più alta eccitazione delle fantasie più proibite ed inconscie. Profumo di rose appena colte sparse nel tuo campo che ho appena sconfinato, in un sussulto il tuo respiro sa di mandorle e canditi. I tuoi vagiti si fondono con i miei creando intensi movimenti fisici di pura creazione artistica tramutandosi in un canto di delizia. GODI Eccoti giungere stanotte e mille altre ancora preda esclusiva del mio letto, trappola divina di desiderio. Su colline di creta morbida i miei baci sparpagliati, accarezzami con gli occhi mentre scorri sul mio cuore arso. Benvenuta, entra! Spengo la luce? Soffio sul buio e ti accolgo, senza una parola ingurgiti il mio sesso bevendone avida il succo. In un abbraccio stordito mi trascini giù su lenzuola chiare che odorano ancora di candele spente, ritratto di mani voraci e volti sconosciuti. Nel silenzio che ci avvolge insieme, strappi incauti di sospiri, orgasmi che ritmicamente si susseguono e che rammendo senza fretta. No, non chiedermi niente! Godi... ![]() EGOISMO SOLITARIO Sono il re del mio egoismo solitario che ha coscienza soltanto per esprimerla in privato in una totale esaltazione dei sensi. Io non cerco più un rapporto dialettico tra me e gli altri e la mia concezione estetizzante della realtà diviene dominio sulla folla, forma una solitudine privata dove il mio pene riaffiora docile tra le mie mani fino a divenire una strana sensualità fuori dai sensi trasformata in un processo di spiritualizzazione. ![]() SPREMI IL MIO SUCCO Spremi il mio succo ragazza! spremi tutta la vigna e beviamo sino ad esserne ebbri che anch’io sono pazzo di te e di nuovo ardo di febbre. Spremine ancora e ancora e riempi la coppa proibita per brindare sorella all’aurora splendida amante della vita. PASSIONI FRA DONNE Danziamo molto vicine ma non ci tocchiamo, una specie di intimità sessuale ben presto ci costringe a usare le mani. La notte è calata su noi ma la musica ci riempie di energia, è eccitante spingerti su me, adoro sentirti mia. Bere dalla tua bocca ha un significato purificante per la mia arte, è così inebriante il tuo odore, sai che hai la voce sensuale. Sei divina, così aggressivamente tenera, farò di tutto per raggiungerti in quella sfera magica delle nostre menti che non sanno spegnersi nemmeno quando il corpo sa di anima. Perdonami se non ho parole per dirti quanto ci tengo alla luce che vedo nei tuoi occhi, siamo in pochi ad averla ancora. Stringimi, baciami, mordimi, abbracciami! Non voglio restare sola ora che tu con un sorriso cacci via ogni malinconia. Non posso che cercare di fare del tutto per renderti mia perché sei splendida, splendida, splendida così come sei. ![]() CREATURE SAFFICHE Svelatemi o Numi del cielo o amabile Venere o chiunque abbia creato l’Eros, svelatemi vi scongiuro l’arcano mistero di costoro: son giovanissime dee puttane e dolci figlie di Saffo? Ninfette in amore, amabili creature saffiche con i loro giovani corpi nudi attorcigliati e avvinghiati uno sull’altro fino a formarne un solo. Anima nell’anima respiro nel respiro fiamme di paradiso. Acerbi potentissimi sensi scambiatevi lancinanti effusioni, esplodete di malizia e innocenza. Brividi, sussulti e fremiti son lugubri rintocchi di messa funebre, orgasmi, orgasmi e orgasmi rosari sussurrati nel silenzio della chiesa. Grazie potente Zeus grazie divinità tutte dell’Olimpo per avermi donato occhi che possono ammirare così celestiale visione. Perdonami Dio della bontà e della purezza ma io non so rinunciare alla tentazione di quei corpi. L’EFEBO NELL’ANTICA GRECIA Che splendor mio grazioso giovinetto quasi femmineo puro tutto ben curato sii pronto su è giunta l’ora d’esser da viril uom sodomizzato. Oh si è bello è natural e l’accoppiamento sai è gran giusta cosa eroe e signor diman anche tu sarai assai degno di fedele sposa. Che aperte menti pensatrici avean quei greci valorosi! oggi mamma mia che tabù sarebbe s’aprirebber celle per ricchi e per morosi. Come corri in fretta pazza civiltà c’è internét altro che lontan caverne siam del progresso già tutti robots e al natural piacer addio senza più goderne. Così Sant’Uomini col mal dentro Sé stessi san trovarlo ovunque persin dove non sta e ciò che con durezza sono pronti a condannar in segreto è praticato in Lor Sacra Autorità. www.claudiocisco.blog.tiscali.itScrivi un commento { Pagina Precedente } { Pagina 4 di 5 } { Pagina Sucessiva } |
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